La mia squadra è differente

La mia squadra è differente

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La corsa sì, è uno sport individuale, è vero, ma quando la condividi con persone speciali diventa uno sport nel quale si condividono gioie, sofferenze, risate, aneddoti e la fatica… sembra essere meno fatica.

Sentirsi parte di una Squadra così speciale il giorno della Maratona fa la differenza e in questa Maratona, nella città più bella del mondo, ha reso questo giorno magico.

Partiamo dalle prime ore del mattino: sveglia all’alba e già ci si scambia messaggi di incitamento sulla chat, ci si incontra con quelli che ti stanno più vicino e già lì la musica cambia, sotto la metro si fanno già le prime foto, per fare cosa non si sa ma sembriamo esorcizzare quello che ci aspetta.

Esco dalla metro e arriva la telefonata di Serena Sabelli visibilmente già emozionata, mi dice “Ale dove ci vediamo? Non riusciamo a fare la foto di squadra”, “Stiamo tranquille Seré, una foto ce la faremo dai, vediamoci al camion 31” e all’improvviso tante tute verde-fluo si ritrovano al camion 31, ognuno col suo piccolo sogno nel cassetto da realizzare, c’è chi sta affrontando la sua prima maratona, chi la vuole correre forte, chi la vuole finire e ci sono anche i partecipanti alle 3 staffette che ha organizzato la mia Squadra speciale.

Lasciamo quasi in contemporanea gli zaini nei camion e con le nostre divise improvvisate per coprirci dal freddo, ci avviciniamo piano piano alla start-line, già lì senti il valore della Squadra perché in moltissimi hanno rinunciato alla loro “griglia preferenziale” per poter partire tutti insieme.

Spiegare il tratto che ci porta alla linea di partenza è un misto di emozioni, adrenalina, divertimento, ansia… e tante cazzate: Luca Denni e Paolo Giulioni che devono andare al bagno, Massimo Ceccacci dall’alto delle sue 14 maratone prova a tranquillizzarci, Valeria Raparelli col suo magico sorriso prova a non pensarci, Serena che cerca Mimmo e dopo qualche minuto guarda l’app e ci dice “Tiziana Sciannameo ha già fatto 4km”, sappiamo che lei vuole farla forte e in qualche modo già le facciamo il tifo.

Sale la tensione, salgono i decibel degli applausi, ci stiamo avvicinando al momento dello start, stiamo sotto il Colosseo e improvvisamente ci diamo tutti il 5, anzi il 10 perché con due mani riesci a spingere più forte la carica che hai in corpo.

Conto alla rovescia e in una Via dei Fori Imperiali chiusa da transenne, ti senti il gladiatore pronto per la battaglia.

Si parte tutti insieme e la nostra divisa neroverde diventa il mantello dei super eroi, un ritmo cadenzato da Massimo Ceccacci che ci fa da pacer ad un passo che sta comodo a tutti… Serena  allunga, ma glielo avevo detto al mattino che secondo me poteva fare qualcosa di bello e sapevo che ci avrebbe lasciato presto, Massimo per noi avrebbe potuto benissimo tenere il palloncino dei pacer ma ovviamente non era possibile, chi invece il palloncino ce l’aveva era il nostro mitico vice presidente Oscar Coiro, e da lontano lo riconosciamo “Oscarittuuuuu” e col suo sorriso ci accompagna dandoci un grosso incitamento.

Si procede, sempre col tuo mantello i km piano piano trascorrono, incontriamo i nostri cari che vedendo la “macchia” neroverde ci riconoscono da lontano… cominciamo ad incontrare i ragazzi delle staffette, Loredana Arresta ha già un sorriso che ti rapisce ma in quel momento sembra darti una spinta in più, si allontana e ci abbraccia virtualmente, poco dopo incontriamo il nostro mitico presidente Massimiliano Cignitti  e anche lui con qualche parola di conforto ci supporta,  ci passa e procede per la sua bellissima staffetta, passiamo quel mito di Federica Di Stasio e vederla correre spingendo la joelette mi riempie il cuore… complimenti Fede. 

Arrivati al 25° km la Maratona comincia a presentare il conto e ognuno trova la sua strada, chi rallenta, chi accelera, chi mantiene il suo passo… improvvisamente sul Lungotevere c’è un pezzo di strada dove si incontrano gli atleti che transitano dalla parte opposta della carreggiata, ogni componente della Squadra sembra messo apposta per darti coraggio per dirti che i km stanno passando e la meta è sempre più vicina.

Incrocio Oscar Primavera che col suo sorriso sornione batte il cinque, incontro Serena, la vedo consapevole di ciò che sta facendo, della bella gara che sta facendo… “daje Sereeee”; si procede, incontro il fatidico muro dei 30 km che nelle precedenti maratone ho sempre sofferto ma questa volta ho il mantello da super eroe e volo… si rientra al centro di Roma e il tifo dei turisti diventa assordante, la fatica comincia a farsi sentire ma il pensiero a tutti gli altri ci va: “come staranno”, “si stanno divertendo”, “sono in crisi” e soprattutto “forza ragazzi che ci abbracciamo all’arrivo”.

Incontro il mio compagno al 40° km che mi incita “dai che ne mancano solo due”, “e  te sembrano pochi???”; lo scorso anno negli ultimi 2 km ho aspettato i miei compagni perché ero infortunata… adesso me li godo in ogni metro, mi sento invincibile e mentre corro accanto al Teatro Marcello e alla Bocca della Verità, pensavo mi scoppiasse il cuore… fino all’ultimo metro è rimasto accanto a me Alessandro, che non fa parte della Squadra ma di un’altro gruppo di cui facciamo parte… sto per entrare al Circo Massimo e si sta realizzando qualcosa di indescrivibile e fino all’ultimo metro la mia Squadra c’è, sento da lontano chiamare “Alessiiiaaaaaaaa”, riconosco quella “pazzerella” di Valentina Sabelli che incita a gran voce e mi emoziono ancora di più di quanto non potessi già esserlo, con le lacrime agli occhi attraverso quella linea… questo momento è solo mio e non riesco a spiegarlo, ma per i miei super eroi non finisce qui… un abbraccio con Laura che sa dei tanti km fatti insieme e poi… gli occhi lucidi di Valeria Raparelli  che raccontano tanto, lei sa quanto ho aspettato questo momento, con lei ho condiviso tanto… le lacrime di Paolo Giulioni che mi strappano il cuore perché, io e lui, sappiamo il percorso che abbiamo fatto, la sofferenza di Massimo che con quel piede maledetto ha comunque portato a casa una Maratona alla grande, la sofferenza di Luca “daje Lu sei stato grande”, l’abbraccio di Angela Giarratana, una piccola donna che con la sua grinta e determinazione ha riempito il mio percorso, Andrea Ciotoli  che ci aspetta e ci filma le prime sensazioni… andiamo a prenderci la medaglia che ci dice “be proud”, si sono fierissima ma con voi Italiana Running è stato tutto più magico.

(Alessia Bufalini)

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